Tindari e il Santuario della Madonna Nera

Tindari - Santuario Madonna Nera
Tindari

Situata sulle rovine di Tyndaris, una delle ultime colonie greche fondata da Dionisio di Siracusa nel 396 a.C e che ospitava gruppi di mercenari che avevano partecipato alla guerra contro Cartagine, oggi Tindari è un luogo affascinante e tranquillo in cui trascorrere le vacanze al mare in Sicilia o fare ritiri spirituali.

La città di Tindari, che secondo la leggenda prese il nome da Tindaro, un re spartano che giocò un ruolo fondamentale nella battaglia contro i cartaginesi, ospita infatti il Santuario della Madonna Nera, una delle mete di pellegrinaggio più conosciute del Sud Italia e che, tutti gli anni, attira molti fedeli provenienti dalla Sicilia e dalla Calabria.

Tindari si trova a Patti, un comune situato nella provincia di Messina e che conta 13’266 abitanti. Può essere raggiunta in macchina prendendo l’autostrada Palermo-Messina oppure, se ci si muove con i mezzi pubblici, con i bus locali che partono ogni giorno dalla stazione ferroviaria di Patti.

Scopriamo insieme cosa vedere a Tindari, quali sono i luoghi e le leggende legate a questa città.

Il Santuario di Tindari e la Madonna Nera

Santuario di Tindari

Nell’836 d.C, dopo che i bizantini avevano regnato indisturbati per 336 anni, Tindari venne rasa al suolo dagli arabi. L’unico edificio che sopravvisse alla devastazione, e che da allora fu considerato “miracolato”, fu il Santuario della Madonna Nera, che in seguito venne ingrandito e ampliato.

Il Santuario si trova al di sopra di uno strapiombo sul mare, vicino al luogo in cui sorgeva l’antica acropoli di Tindari, e al suo interno è custodita una Madonna Nera in stile bizantino.

Questa Madonna, scolpita in legno di cedro e che, secondo gli storici, è originaria proprio dell’Oriente, è protagonista di una leggenda alquanto curiosa.

In un tempo non meglio definito, la Madonna Nera viaggiava per mare a bordo di una nave, diretta verso una destinazione ignota, ma una volta giunta a Tindari, la nave non volle più ripartire e rimase incagliata per diversi giorni.

I marinai allora, interpretando quel fatto come un segno divino, decisero di depositare tutto il carico, compresa la Madonna Nera, e solo in quel momento poterono riprendere il viaggio.

La statua venne subito portata su un colle e messa all’interno di una piccola chiesa, ma anche qui successe un piccolo miracolo: la chiesa infatti, man mano che passavano gli anni, continuò ad ingrandirsi sempre di più, fino a quando non riuscì ad accogliere tutti i pellegrini che venivano apposta a Tindari per adorare la Madonna Nera.

Tutti gli anni, ogni 7 settembre, la Madonna Nera viene celebrata con una festa presso il Santuario e a cui accorrono migliaia di fedeli e curiosi per partecipare alle solenni celebrazioni.

Oltre al Santuario della Madonna di Tindari, suggeriamo di visitare i resti delle mura della città, il teatro greco e il museo che custodisce tutto il materiale ritrovato durante gli scavi.

Laghetti di Marinello e spiaggia

Laghetti di Marinello © ludovicamazzi8 (instagram)

Un altro posto incantato, dove è possibile fare il bagno, prendere il sole e rilassarsi, sono i laghetti di Marinello, situati nell’omonima laguna e che fanno parte di una riserva naturale.

I laghetti, come anche la spiaggia di Marinello, possono essere raggiunti imboccando la Statale 113 e, oltre ad essere un vero toccasana per i bagnanti, sono anche un paradiso per i fotografi.

Lungo il costone della laguna si trova una grotta che, secondo i racconti dei marinai, un tempo era abitata da una maga che attirava i pescatori con la sua bellezza sfolgorante per poi divorarli.

Non sempre però i suoi incantesimi funzionavano e, quando ciò succedeva, la maga sfogava la sua rabbia bucando le pareti della caverna con le unghie. Proprio per questo motivo, al giorno d’oggi, si possono ancora vedere dei piccoli fori scavati all’interno della grotta.