Visitare Ragusa: la città dai due volti

Ragusa è conosciuta anche come “città dei due volti”, perché ha due aree ben distinte: la città vecchia, nota con il nome di Ibla, e la città più recente, chiamata Ragusa Superiore.

Questa dualità di Ragusa è nata in seguito al famoso terremoto del 1693, che colpì molte città siciliane.

I ragusani, non essendo d’accordo con i nuovi piani di ricostruzione, decisero di adottare una soluzione 2 in 1: edificare una nuova Ragusa, quella superiore, e ricostruire la vecchia Ragusa, o Ibla, in stile barocco, ma mantenendone l’aspetto originale.

Proprio per i capolavori che vennero edificati dopo il terremoto del 1693, e anche per la volontà dei ragusani di mantenere viva la città vecchia, nel 2002 Ibla è stata inserita nella lista dei patrimoni mondiali protetti dall’UNESCO.

Cosa vedere a Ragusa: Ragusa Superiore

La città nuova fu costruita intorno alla Cattedrale di San Giovanni Battista, una chiesa in stile barocco che venne edificata sopra via Roma e via Corso Italia, le due strade principali di Ragusa.

Poco distante dalla basilica, all’interno del palazzo Mediterraneo, si trova il Museo Archeologico Regionale Ibleo, in cui sono stati raccolti molti oggetti  che sono stati ritrovati in seguito al terremoto e risalenti alla Preistoria, alla Sicilia arcaica, al periodo classico ed ellenistico e agli ultimi anni dell’impero Romano.

Cosa vedere a Ragusa: Ibla o città vecchia

La parte antica di Ragusa, a differenza di quella nuova, offre molte cose interessanti da fare o da vedere, come il Duomo San Giorgio, iniziato nel 1738 e progettato dall’architetto Rosario Gagliardi.

A fianco del duomo, che racchiude tra le sue mura anche una statua di san Giorgio che viene portata in processione durante le feste religiose, c’è il piccolo museo del Duomo, aperto soltanto nei weekend.

Il museo, oltre a statue in pietra e manufatti religiosi risalenti al periodo precedente al terremoto e provenienti da San Giorgio e da altre chiese, raccoglie una vasta collezione di dipinti e reliquie stravaganti.

Il vero fiore all’occhiello di Ibla però non sono i balconi scolpiti, né tanto meno la vista spettacolare che si può ammirare sui dintorni, ma il Giardino Ibleo: questo spazio verde ospita infatti alberi che hanno visto nascere e crescere almeno tre o quattro generazioni.

Dintorni di Ragusa e Ibla: cosa visitare

Castello di Donnafugata

Questa villa in pseudo stile veneto-gotico, situata nelle vicinanze di Ragusa, catturerà di sicuro l’interesse di tutti i fan de Il Commissario Montalbano: pochi lo sanno, ma l’edificio è stato usato nella serie televisiva  per rappresentare la casa in cui si è “ritirato” il boss mafioso Balduccio Sinagra.

Raggiungibile in macchina, con il taxi e con i treni occasionali, la villa offre uno spiraglio affascinante sulla vita dell’aristocrazia siciliana nei primi anni del XXesimo secolo.

Donnafugata è uno dei posti in cui i ragusani amano trascorrere le domeniche estive all’aperto quando non si rifugiano a Marina di Ragusa o non vanno a pescare a Punta Secca (un’altra location che appare nella serie tv Il Commissario Montalbano).

Modica

È la città più vicina a Ragusa nonché quella più facile da raggiungere con il bus o con la macchina. Famosa per il suo cioccolato e per la sua architettura barocca, è nota per ospitare anche Cava d’Ispica, uno dei siti archeologici più impressionanti della Sicilia.

Cosa vedere a Ragusa in un giorno: la grotta delle Trabacche

Se il tempo a disposizione è poco, si può scegliere se prendere il trenino turistico e andare a vedere, stando comodamente seduti, i monumenti più importanti di Ragusa, oppure lasciare da parte la cartina e andare alla scoperta delle viuzze di Ragusa Ibla e dei suoi quartieri storici.

Se invece si preferiscono attrazioni “più alternative” e non si ha paura dei luoghi misteriosi, consigliamo una visita alla Grotta delle Trabacche: questa antica catacomba romana, che cadde in disuso poco dopo il IV secolo dopo Cristo, si trova nel bel mezzo dei campi e l’atmosfera che si respira al suo interno è a dir poco inquietante.

L’ingresso è gratuito, ma occhio: oltre a non essere segnalata con indicazioni stradali, la grotta è spesso chiusa al pubblico, pertanto prima di partire per l’avventura ci si dovrà informare presso l’ufficio turistico del luogo su orari e giorni di apertura.